Una prova impegnativa: parlare di Albert Einstein e la meccanica quantistica. Un uomo anziano suona un violino in un parco e incontra un bambino che gioca a campana, ma con regole nuove, strane e apparentemente insensate. È la stranezza illogica del modo di giocare del bambino che incuriosisce l’uomo, anzi, lo tormenta, al punto tale che non riesce più a concentrarsi sul violino e non può non chiedere spiegazioni al ragazzino.
Inizia un botta e risposta fitto, surreale, comico, struggente, dove il bambino demolisce le certezze dell’anziano, che a sua volta riesce a trasmettere al ragazzino buona parte della meraviglia che anni di studi e di scienza gli hanno permesso di provare, ma anche le delusioni, le attese, le scoperte fatte e quelle che non farà in tempo a fare.
Lo spettacolo racconta ai più giovani gli ultimi traguardi della ricerca, confini che nemmeno gli scienziati riescono a spiegare; perché la meccanica quantistica non si può comprendere, ci si può solo arrendere e accettarla.